le cose che non capisci #1


quando io vedo gli altri, quando io sto con gli altri, e mi vedi ridere da lontano e scherzare, come faccio sempre, tu non dici mai nulla e credi che il mio posto sia lì, che io sia felice così. 
ma tu non capisci la differenza. non capisci che se io vedo qualcuno, chiunque esso sia o rappresenti nella mia vita, io sorrido, faccio un paio di battute e tranquillamente me ne vado, oppure resto e continuo a parlare, senza provare nulla in particolare. quando vedo te da lontano, io inizio a tremare.
specie se non mi vedi. e mi sento distrutta e libera, sempre. e ogni parte di me inizia a ribellarsi al mio controllo e l’unica cosa che sento è una voce che grida, ‘vai da lui, vai da lui, vai da lui!’.

non importa se ti senti strano, o stupido, o peggiore di altri, o qualunque cosa tu ti senta.
perché quando ti guardo io ho voglia di cantare.

per me è di fondamentale importanza sapere che vuoi ascoltarmi. perché io non dico mai nulla a nessuno, non racconto mai degli incubi di maggio, non parlo mai degli abbandoni, delle notti che ho passato a piangere senza nessuno che mi dicesse, ‘è tutto ok’, e per me è importantissimo sapere che ti interessa, sapere che davvero ti sta a cuore. non è vero che sono una chiacchierona, perché le cose che sento davvero io non le dico mai e invece tu credi che ogni parola che dico è uguale all’altra, e non ti rendi nemmeno conto che quelle che dico agli altri sono immediate, mentre quelle che serbo per te sono sospirate.

non capisci che sono gelosa, ma da morire.
solo perché non pesto i piedi per terra e non vengo lì da te a dirti quanto mi fa morire di rabbia il fatto che stai con lei, invece che stare con me, non significa che io non provi nulla.

io mi sento bella quando sono vicina a te.
proprio nel vero senso della parola, non parlo solo di estetismi o di un’acconciatura perfetta, del trucco o dei vestiti. io sono proprio bella dentro quando sei con me, nell’anima, nel cuore. tu mi fai sentire come se ci fosse ancora del buono in me, come se ci fosse ancora posto, come se non dovessi più nascondermi. un po’ come se tu mi avessi preso per mano dicendo, ‘non importa che te ne stai là da sola, vieni qui, vieni qui con me’.

a volte piango. piango perché non mi hai abbandonata solo una volta, ma cento: non riesco mai a perderti del tutto, e ogni volta che torni finisco per perdonarti tutto. non c’è mai una fine a questa cosa, ogni volta tu arrivi, mi fai sentire la persona più importante del pianeta per trenta minuti e poi sparisci, all’improvviso, senza mai dirmi dove vai, né se torni, né se ti mancherò.

non capisci che tutte le volte che chiedi di me, che mi scrivi chiedendomi come sto, dove ero finita, tu mi fai fare quel sorriso che fanno le persone innamorate quando stanno insieme sul divano a mangiare una pizza e a guardare una schifezza qualunque in tivù. 

-Sun.

il fatto che io mi stia innamorando, non fa di te la persona che preferisco.
no, tu sei il motivo per cui non dormo, per cui piango. sei la causa dei miei mal di testa, della mia ansia e di tutte le mie preoccupazioni. per questo, quando io ti guardo come se mi dovesse esplodere il cuore da un momento a un altro, tu non dovresti essere felice, dovresti anzi farti perdonare. dovresti trovare per me, che ti aspetto sempre, che ti scuso tutto, che mai mi arrendo, un modo tutto nuovo di sparire senza farmi del male, di andartene per sempre senza farmi sentire il vuoto, senza portarti via tutto ogni volta.
ogni volta che io ti parlo, tu non dovresti sorridere così, dovresti avere pietà di me, e considerare per una volta almeno l’idea che se ti parlo non è perché io voglio, ma perché devo. perché non posso stare un attimo senza. perché se non mi parli tu io non sono felice nel modo giusto, se tu non mi saluti io resto col fiato in gola fino a sera. quando io rido e mi volto a cercarti, non dovresti ridere! non devi farlo, perché per me è peggio, ogni volta che ridi, io perdo la testa. dovresti avere senz’altro più riguardo dei miei sentimenti, degli amori non corrisposti, perché quelli ti radono al suolo talmente tante volte che alla fine nemmeno ci provi, a rimettere le cose com’erano prima. dovresti pensarci due volte prima di dirmi qualunque cosa e non andare in giro come se nessuno sentisse il bisogno di abbracciarti. capito? tu sei la causa delle mie domeniche vuote, dei miei pomeriggi spompi, dei miei sabato uggiosi. e la tua assenza è sempre la risposta peggiore quando mi chiedo dove tu sia. perché potresti essere dovunque. ma non sei con me. e allora che importa? io mi sto innamorando e innamorarsi è un processo infinito, una ferita che resta sempre aperta, che smette solo a volte di far male. tu non sei la persona che preferisco, tu sei la persona di cui ho bisogno, senza la quale non posso stare, senza di te manca l’aria, e c’è differenza, credimi. ma tu confondi sempre tutto e ogni volta, ogni santa volta che io tento di liberarmi, di spezzare le catene e ribellarmi a me stessa, tu arrivi e mi sorridi e è come se scoppiasse il sole.

e io capisco che non potrò mai amarti e lo stesso, come una stupida, continuo a innamorarmi.

-Sun.

io sono un tipo categorico. e per categorico intendo che mi impongo delle regole rigide secondo le quali non posso dire, fare, tornare o restare. e poi, con una puntualità quasi imbarazzante, le infrango. 
io sono un tipo categorico. se tu mi conoscessi, sapresti che la cosa che più di tutte mi impongo è di non tornare, di usare molto spesso due parole, ‘mai più’. 
non mi innamorerò mai più.
non mi fiderò mai più.
non ti parlerò mai più.
non ti vorrò mai più.
non mi mancherai mai più.
io ogni mattina mi sveglio e lo dico. ‘mai più’. guarda che sono due parole brutte da dire, subito appena inizia il giorno. a me non importa. io le dico e mi sento subito sollevata. poi ti vedo e succede che decido di fare uno strappo alla regola. 
io dico, ‘non mi innamorerò mai più’, ma poi tu ridi e allora io penso, ‘va bene, ma solo per oggi’. 
io giuro, ‘non mi fiderò mai più’, ma poi tu mi mostri un minimo di gentilezza. io mi impongo, ‘non ti parlerò mai più’. 
ma poi tu mi saluti e mi chiedi come sto.
io prego, ‘non ti vorrò mai più’. 
ma poi tu mi guardi come se ti mancassi ogni momento.
io fingo, ‘non mi mancherai mai più’. ma, beh,.. 
questa parte lasciamola proprio stare.

io sono un tipo categorico. pretendo il mio bene, ma alla fine mi trovo meglio nel male e ecco lo strappo alla regola. quello che tu proprio non capisci è che quando io ti dico cose come, ‘noi non ci vedremo mai più’, oppure, ‘non mi vedrai più in una certa maniera’, o peggio ancora, ‘è questione di tempo, poi noi non saremo più insieme’, io vorrei tanto che tu mi sorridessi e mi dicessi, ‘invece no. guarda che possiamo comunque restare così’. capito? io non ti voglio ricordare, perché mi sa di assenza, ma nemmeno ti voglio dimenticare. io voglio che resti. tu non lo capisci proprio che quando io dico ‘mai più’ vorrei che invece tu mi dicessi, ‘per sempre’. non lo capisci che quando io ti dico, ‘me ne andrò’, vorrei che tu dicessi, ‘non è vero. e nemmeno io’. non lo capisci che sono un tipo categorico ma solo per far finta di far le cose bene, ma che in realtà, nulla in me è mai per sempre, tutto torna, tutto si ricorda e niente si dimentica.
ma tu non lo capisci.
non lo capisci proprio che mi mancherai più di quanto mi piaccia ammettere.

-Sun

Sai qual è il il problema? E’ che tu non capisci.
Non ti rendi conto che sono solo brava a fingere, e che in realtà non c’è niente che vada bene in questo momento.
Non è vero niente. Non è vero che sto bene.
Tu pensi che io sappia stare in piedi da sola, e sai cosa? Non ti accorgi che invece ogni volta che non ci sei cado.
E perchè non ti rendi conto di niente? 
Perchè non fai qualcosa?
Perchè mi lasci qui a combattere col mondo?
Mi basterebbero gli abbracci, le carezze, le parole, mi basteresti tu.
E non ti accorgi neanche che sto cadendo ancora.
Non ti accorgi del male, non ti accorgi di me.
E adesso dove sei?

Ps. I Love you.

Gli inglesi hanno due modi per dire “paradiso”: “heaven” e “paradise”. Il primo ha un senso religioso, il secondo no. “Paradise” indica un paradiso terrestre, indica qualcosa di meraviglioso, ma qualcosa che è qui. 
Non so in che lingua dirtelo, ma sei tu il mio “paradise”.

»Symphonie.

è inutile chiedermi se è tutto ok o va tutto bene, perchè fino a che non avrò amore non va bene, quindi non aspettatevi che risponda bene. anzi non fatemi proprio la domanda grazie.

ho risposto “bene” solo quando c’era lui. e con questo dico tutto.

Quelle come me guardano avanti, anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro.
(via amamisehaicoraggio)